On Air: Nine inch nails – The hand that feeds
Sabato c’è stato il matrimonio di Slobo. Perfetto e impeccabile come da programma. Gazebo nel parco per il rinfresco e antica villa veneta per la cena. Sembrava quasi di essere sul set di un film. Un bonsai come bomboniera e una quasi inaspettata reunion. Eh si, perchè nonostante i sette anni passati trovarsi di nuovo a cena tutti insieme io, lo sposo, la supermorenita e la barbara (e Scipio in collegamento telefonico) proprio non se lo aspettava nessuno. Barbara soprattutto che mi osservava dal suo tavolo e forse si stupiva di trovarmi così in confidenza con la supermorenita, di vedermi insieme alla migliore amica di quest’ultima e di essere un caro amico dello sposo. E in effetti fossi stato al suo posto forse mi sarei stupito anche io. 7 anni e di cose assurde ne sono successe. Chi avrebbe detto che una settimana in quel di Volterra avrebbe potuto segnare e cambiare così tanto la mia vita?
Oggi mi prendo il mio tempo. Nella città c’è un parco (uno dei tanti). A pochi passi da casa mia. Ci andavo a correre prima, oggi ci sono andato a passeggiare. Appena varco la soglia mi ha investito il profumo delle acacie. Quasi dimenticavo che la vita potesse essere così profumata. Il fido ipod in modalità shuffle mi ha guidato nella scelta dell’albero sotto cui adagiarmi e immergermi nella lettura della miniserie di Tempesta degli X-Men. Il preludio al suo matrimonio.
Le istantanee: una bimba cinese che muoveva i suoi primi passi seguita attentamente dal suo papà, la ragazza egiziana vestita come la madre, i bambini che sciamano sulle biciclette e dietro i palloni le due donne di colore nei loro abiti esageratamente colorati. La bella ragazza bionda lungo il vialetto. Le ragazzine che giocavano a pallavolo. L’anziana signora che si è seduta vicino a me. E poi tutto quel verde, il sole, la musica e il silenzio, la brezza sull’erba. Dio che bello.

Recent Comments